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Sostenibile fin dal principio: il “programma CO2” Audi

30.1.2020
Sostenibile fin dal principio: il “programma CO2” Audi

Per il Brand dei quattro anelli, sostenibilità significa ridurre le emissioni di CO2 in ogni situazione. Con le auto elettriche, il problema si sposta dal tubo di scarico al processo produttivo. Ed è proprio questo il punto di partenza, per l’azienda e i suoi fornitori.

Viviamo oltre le nostre possibilità. I dati del 2019 sono eloquenti: il 29 luglio è stato il giorno in cui abbiamo esaurito tutte le risorse naturali che la Terra teoricamente ci ha messo a disposizione per l’anno intero. L’Earth Overshoot Day – letteralmente, il Giorno del debito ecologico - è il riferimento per l’impronta ecologica dell’umanità e, anno dopo anno, anticipa sempre più. Al momento stiamo consumando le risorse di circa 1,75 Terre.

Secondo la Global Footprint Network, dimezzare le emissioni globali di CO2 sposterebbe in avanti di 93 giorni l’Earth Oveshoot Day e porterebbe un contributo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico. La decarbonizzazione dell’economia è non solo il modo migliore per affrontare i cambiamenti climatici, ma anche un passo cruciale nel rapporto tra la nostra impronta ecologica e le risorse naturali rinnovabili del pianeta.

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L’elettrico coerente

Abbattere le emissioni di CO2 è quindi lo step più importante da compiere. Il Gruppo Volkswagen è assolutamente consapevole delle proprie responsabilità, e per questo è stata tra le prime aziende ad aderire agli Accordi sul Clima di Parigi, prefissandosi l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2050. Allo stesso modo, Audi si trova alle soglie di una profonda trasformazione: entro il 2025 l’obiettivo è ridurre l’impronta di carbonio del 30%. Sono già state implementate diverse misure nell’ottica di una decarbonizzazione sistematica.  

L’elettrificazione della gamma aiuterà Audi a raggiungere i propri obiettivi, ma per sfruttarne appieno il potenziale è necessario apportare i giusti cambiamenti, tagliando le emissioni in particolare durante la fase produttiva. E anche la rivoluzione energetica gioca un ruolo cruciale: utilizzare energia pulita si traduce in un notevole miglioramento nel bilancio ambientale delle auto elettriche lungo l’intero ciclo di vita.

L’economia circolare

L’obiettivo è ambizioso: creare un’economia circolare. Per riuscirci è necessario un approccio a 360°, e proprio questa è la strada intrapresa da Audi, e da tutto il Gruppo Volkswagen, verso la carbon neutrality. Una visione che include 3 “comandamenti”: ridurre, riutilizzare, riciclare.  

Il sistema Audi funziona: progetti come l’Aluminum Closed Loop, in cui gli scarti di lavorazione vengono restituiti ai fornitori e riciclati, contribuiscono significativamente alla decarbonizzazione dell’azienda e alla conservazione delle risorse, mentre il riutilizzo può ridurre in maniera drastica la richiesta di nuove materie prime. Lo scopo è promuovere l’utilizzo di materiale secondario. Oltre ad alluminio e acciaio, sono in particolare le materie impiegate per la batteria a offrire un potenziale elevato: un progetto di ricerca specifico ha analizzato le procedure per il riciclo di cobalto e nichel.

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Efficienza nella catena di approvvigionamento

Il passaggio alla mobilità elettrica sposta gli equilibri per quanto riguarda la produzione di CO2: in questo caso, infatti, le emissioni si generano in gran parte nella catena di approvvigionamento. Nel 2025 circa un quarto di tutte le emissioni di CO2 Audi arriverà da qui e dai processi produttivi. Per contrastare questa tendenza, un anno fa l’azienda ha lanciato un programma specifico che coinvolge i fornitori, con interventi a tutti i livelli.  

Insieme ai fornitori, Audi ha finora definito 50 misure che aiutano a tagliare le emissioni fin dall’inizio delle attività: dall’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, ai processi di riciclo fino alla chiusura dei cicli dei materiali. In questo modo, in futuro si potrebbero risparmiare 1,2 tonnellate di CO2 per veicolo. In particolare i materiali ad alta intensità energetica, come acciaio o alluminio, offrono un elevato potenziale in tal senso.

Rigenerare i componenti...

Il principio del riutilizzo include la rigenerazione, ovvero il processo industriale che prende i componenti usati e li riporta al livello qualitativo originale. Queste parti possono poi essere vendute come pezzi di ricambio, generando un valore aggiunto significativo con benefici non solo di natura ambientale ma anche economica.

Partendo da questo presupposto, Audi ha avviato il progetto Exchange 2.0, che dopo una fase di test su componenti complessi come le trasmissioni, sarà esteso ad altri elementi.

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...riciclare le batterie...

Parallelamente, la Casa di Ingolstadt sta lavorando per rendere il ciclo di vita delle batterie il più sostenibile possibile, anche attraverso l’adesione alla Global Battery Alliance, organizzazione che concentra le proprie attività sia sul rispetto dei diritti umani e sociali durante le fasi di estrazione delle materie prime, sia sulla definizione di soluzioni per il riutilizzo delle batterie stesse.

Audi è impegnata anche in altri progetti di ricerca congiunti, per esempio con il Gruppo Umicore, con l'obiettivo di sviluppare un circuito di riutilizzo per alcuni componenti delle batterie ad alto voltaggio, che in questo modo possono essere impiegati più volte.

...riciclare le batterie...

...o dargli una seconda vita

Le batterie usate trovano inoltre una seconda vita nello stabilimento principale di Ingolstadt, dove alimentano muletti e motrici industriali.

“Per produrre una batteria agli ioni di litio si consuma molta energia e si utilizzano risorse di grande valore; per questo va usata nel modo più efficiente possibile” spiega Peter Kössler, Membro del Consiglio di amministrazione Audi e Responsabile per Produzione e Logistica.

Utilizzare tutto l'alluminio

Un esempio pratico dell’impegno Audi per la salvaguardia delle risorse ambientali è quello dell’alluminio. Audi è stato il primo costruttore a utilizzarlo per i propri modelli. I vantaggi sono evidenti: è resistente, facile da lavorare e – soprattutto – rende le auto più leggere. Lo svantaggio è che la sua lavorazione richiede molta energia e l’utilizzo di risorse naturali: per una tonnellata di alluminio ci vogliono circa 15 MWh di potenza, che corrispondono al consumo di una famiglia di due persone nell’arco di cinque anni.

Per questo nel 2013 Audi è entrata a far parte dell’Aluminium Stewardship Initiative (ASI), organizzazione che ha sviluppato uno standard globale per la ‘gestione’ dell’alluminio, con criteri ambientali e sociali lungo l’intera catena del valore. Nel 2018 il Brand dei quattro anelli è stato certificato da ASI con il “Performance Standard” per l’utilizzo responsabile dell’alluminio nella realizzazione dell’alloggiamento della batteria di e-tron.

Fonte: AUDI AG