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Ridurre, convertire e compensare: la strategia per la carbon neutrality

7.1.2020
Ridurre, convertire e compensare: la strategia per la carbon neutrality

Entro il 2050 il Gruppo Volkswagen intende diventare carbon neutral, ovvero a impatto zero sull'ambiente in termini di CO₂ con tutte le proprie attività. Ecco alcuni dei progetti già implementati per abbattere le emissioni.

Proteggere l'ambiente è una delle più grandi sfide globali che l'umanità sta affrontando. Durante la Conferenza mondiale sul Clima di Parigi del 2015, 197 nazioni si sono impegnate per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C rispetto all'era pre-industriale. Per farlo è necessario ridurre costantemente le emissioni di CO₂, che è la principale responsabile dell'aumento delle temperature.

Il Gruppo Volkswagen si è impegnato a rispettare gli Accordi di Parigi e ha attivato un ampio programma di decarbonizzazione, già in corso di attuazione. Il primo passo, da concretizzare entro il 2025, è ridurre le emissioni delle auto e dei veicoli commerciali leggeri - lungo l’intera catena del valore - del 30% rispetto al 2015. Il passo successivo, invece, è rendere tutto il Gruppo carbon neutral entro il 2050.

Tre livelli di intervento

Tutte le misure implementate si basano su una strategia a tre livelli, cui corrispondono 3 parole chiave: ridurre, convertire e compensare. Prima di tutto si adottano le modalità più efficaci per evitare o quantomeno abbattere sensibilmente le emissioni nella fase produttiva; poi si passa a una fornitura energetica green, ovvero proveniente da fonti rinnovabili. Infine, le emissioni di CO₂ inevitabili vengono compensate con l’adesione a programmi di protezione ambientale certificati secondo gli standard internazionali più rigorosi.

Il focus del Gruppo Volkswagen è sul passaggio all'elettrico, la scelta migliore e più efficiente per dar forma a una mobilità sostenibile. Un ulteriore punto fondamentale è rappresentato dall’analisi approfondita e dalla registrazione di tutte le emissioni di CO₂ generate da ogni passaggio della catena del valore. Ciò vuol dire monitorare l'intero ciclo di vita del veicolo, dall'estrazione delle materie prime necessarie per costruirlo, alla produzione, all'utilizzo, per concludere con il riciclo.

Tre livelli di intervento

La produzione della ID.3 a Zwickau

La produzione della ID.31  è iniziata lo scorso 4 novembre nello stabilimento di Zwickau, in Germania, che diventerà non solo il più grande impianto in Europa dedicato alle auto elettriche, ma anche il più efficiente e sostenibile. Una delle priorità principali sarà la riduzione delle emissioni di CO₂, che sarà possibile anche grazie anche al consumo di energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili, la cui fornitura è garantita da Volkswagen Kraftwerk GmbH. Grazie all'elettricità generata da centrali eoliche, idroelettriche e fotovoltaiche, si ha una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 106.000 tonnellate ogni anno.

Inoltre, gli edifici di Zwickau sono stati progettati per essere particolarmente efficienti dal punto di vista energetico e ridurre al minimo, quindi, il loro fabbisogno di elettricità, acqua e riscaldamento. Grazie a queste misure le necessità energetiche dell'intero impianto sono scese del 20%. Alcuni esempi pratici: nel reparto verniciatura è stato implementato un processo più efficace per purificare l'aria utilizzando meno gas. Inoltre si usano ventole e pompe a frequenza controllata, così come sistemi ad aria compressa a basso consumo.

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Addio al carbone

A Wolfsburg il carbone sarà presto un ricordo. Le due centrali saranno completamente convertite al gas naturale, con un investimento di circa 400 milioni di Euro, un incremento dell'efficienza di circa il 33% e il taglio di 1,5 milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno: un dato che corrisponde alle emissioni di circa 870.000 veicoli e rappresenta quasi un -60% rispetto al vecchio impianto a carbone.

L’adeguamento delle strutture porterà a una riduzione delle emissioni di CO2 dei siti produttivi tedeschi di Braunschweig, Emden, Hannover, Kassel, Salzgitter e Wolfsburg pari al 50%, mentre quelle degli impianti del Gruppo Volkswagen nel mondo scenderanno del 15%. Ma non è tutto: saranno significativamente ridotti, in media del 50%, anche il consumo di acqua e la produzione di scarti. Entro il 2025 le emissioni di tutti gli stabilimenti saranno dimezzate rispetto al 2010 – l’impianto Audi di Bruxelles è un esempio virtuoso in tal senso: già oggi è carbon neutral.

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Impianti sostenibili

Altro esempio concreto: la produzione delle batterie al litio per le auto elettriche è un processo che richiede molta energia. Nell’ambito del proprio programma di decarbonizzazione, il Gruppo ha raggiunto un accordo con il fornitore LG Chem che prevede l’utilizzo esclusivo di energia pulita per le attività dello stabilimento in Polonia. In questo modo, la CO₂ emessa per costruire le batterie scende quasi a zero e diminuisce dell'80% considerando l’intero processo produttivo dell’auto.

In Norvegia, invece, il Gruppo Volkswagen ha creato, in soli sei mesi, un data center completamente carbon neutral a Rjukan, vicino a Oslo, alimentato al 100% da energia idroelettrica. Qui si trovano i server ad alte prestazioni con cui Audi e Volkswagen sviluppano i loro progetti più innovativi. Il fabbisogno energetico per alimentare i calcolatori è di 2.750 kW, che si traduce in una riduzione di oltre 5.800 tonnellate di CO₂ ogni anno rispetto a un data center tradizionale. Il Gruppo può contare anche su un altro data center carbon neutral in Islanda, che consente di tagliare circa 6.200 tonnellate di CO₂ ogni anno.

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Compensare le emissioni di CO₂

Come detto, l’obiettivo del Gruppo Volkswagen è la riduzione sistematica delle emissioni lungo l’intero ciclo di vita di ogni veicolo. Ma non tutte le emissioni di CO₂ possono essere evitate preventivamente: per questo il Gruppo ha attivato dei programmi di compensazione che coprano la generazione di CO₂ delle varie fasi produttive della ID.3, che può così essere consegnata ai clienti con un bilancio neutrale.

Il progetto Katingan Mentaya è il principale al mondo per quanto riguarda la protezione delle foreste. È stato avviato nella provincia del Kalimantan Centrale, sull’isola del Borneo, con l'obiettivo di proteggere 149.800 ettari di torbiere tropicali dalla deforestazione, trasformandole in piantagioni economicamente produttive. Le piante di queste aree prendono la CO₂ dall'atmosfera, trattengono il carbonio e producono ossigeno. Ma soprattutto, lo strato di torba - molto esteso in questa regione - trattiene una quantità di carbonio più alta della media.

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Il meccanismo dei crediti

Organizzazioni e aziende come il Gruppo Volkswagen acquistano crediti, i cosiddetti Verified Carbon Units (VCU). Ogni VCU corrisponde a una tonnellata di CO₂ che non viene emessa nell'atmosfera. Il progetto Katingan Mentaya garantisce 7,5 milioni di VCU ogni anno ed è il più ampio del suo genere: finora sono stati compensati oltre 30 milioni di tonnellate di CO₂.

L’iniziativa tiene in grande considerazione le comunità che popolano i villaggi della foresta, migliorando le loro condizioni di vita e contribuendo allo sviluppo sostenibile, attraverso l’erogazione di microcrediti, il supporto a istruzione e sanità, e il coinvolgimento diretto nelle squadre di gestione degli incendi. Il progetto contribuisce anche a proteggere habitat ad alto valore ambientale, che ospitano rare specie animali.

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Fonte: Volkswagen AG