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La mobilità elettrica spiegata dalla A alla Z - Parte 2

16.5.2019
La mobilità elettrica spiegata dalla A alla Z - Parte 2

Con il lancio della nuova Volkswagen ID.3 l’e-mobility è ormai realtà. Quali sono i termini chiave per comprendere meglio questa rivoluzione?

M come MEB

Tutti i modelli della famiglia ID. si basano sulla piattaforma modulare MEB (dal tedesco Modulare E-Antriebs-Baukasten) del Gruppo Volkswagen. La MEB è stata sviluppata appositamente per le auto elettriche e sfrutta appieno le possibilità tecniche offerte dall’e-mobility, che si traducono in maggiore autonomia, comportamento di guida dinamico, un livello di connettività senza precedenti e soprattutto una grande flessibilità in termini di design, sia per gli esterni, sia per gli interni. Allo stesso tempo, la MEB getta le basi per rendere l’auto elettrica accessibile a tutti (Electric for all). Entro il 2028 fino a 15 milioni di auto elettriche in tutto il mondo saranno costruite su base MEB, e ciò genererà significative economie di scala.

M come MEB

N come Newton metri (Nm)

La coppia è un valore importante nella progettazione dei motori. Si misura in Newton metri (Nm) e rappresenta la forza del motore perpendicolare alla distanza formata dal braccio della leva. Poiché un motore elettrico non necessita di un cambio manuale, la coppia massima si raggiunge non appena si preme l’acceleratore.

N come Newton metri (Nm)

O come Opportunità

L’elettrico rappresenta la grande opportunità per il passaggio a una mobilità sostenibile. Il requisito fondamentale per centrare l’obiettivo è considerare l’intero ciclo di vita di un veicolo - dall’approvvigionamento dei materiali alla produzione (inclusa quella delle celle batteria), fino al riciclo delle batterie - e lavorare di conseguenza. Il target del Gruppo Volkswagen è lo status di azienda “carbon neutral” entro il 2050, e in quest’ottica è stato sviluppato un programma di decarbonizzazione che si può riassumere in tre step: ridurre le emissioni di CO2 in modo efficiente e sostenibile; utilizzare energia proveniente da fonti rinnovabili; compensare le emissioni inevitabili con la partecipazione a progetti di protezione ambientale. Questa filosofia viene estesa anche ai fornitori. In questo senso, la mobilità elettrica è l’unica soluzione davvero coerente per contribuire in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi fissati dagli Accordi sul Clima di Parigi.

O come Opportunità

P come PHEV (Plug-In Hybrid Electric Vehicle)

Un ibrido plug-in (PHEV) è un veicolo con due motori, uno elettrico e uno a combustione. La ricarica delle batterie delle ibride plug-in avviene tramite la connessione alla rete elettrica (Plug-in significa, letteralmente, “attaccare la spina”). Va distinto dalle auto ibride cosiddette HEV (Hybrid Electric Vehicle), rifornite ai distributori di carburante (benzina o Diesel) e in cui il motore elettrico è alimentato esclusivamente da quello termico, con una conseguente autonomia full electric estremamente ridotta, fino a un massimo di circa 5 chilometri a basse velocità. Il vantaggio del PHEV è quindi la possibilità di percorrere distanze tra i 60 e gli 80 chilometri a zero emissioni, in modalità elettrica. La presenza del motore a combustione dà la possibilità di affrontare distanze più lunghe anche quando la batteria è scarica.

P come PHEV (Plug-In Hybrid Electric Vehicle)

Q come Quotidianità

La tecnologia delle auto elettriche è ormai matura per l’uso quotidiano. Gli ostacoli principali alla diffusione dell’e-mobility sono tre: il prezzo d’acquisto, l’autonomia e i tempi di ricarica. Volkswagen risponde lanciando sul mercato un’auto accessibile a molti, la ID.32, con un prezzo inferiore ai 30.000 Euro, che offre autonomie elevate (da 330 a oltre 550 km nel ciclo WLTP) e tempi decisamente ridotti per la ricarica. Contestualmente l’infrastruttura si sta diffondendo in maniera capillare, e anche le lunghe distanze non rappresenteranno un problema grazie a progetti come IONITY che prevedono l’installazione di colonnine per la ricarica ultrarapida lungo le principali autostrade europee.

Q come Quotidianità

R come Recupero dell’energia

Il recupero dell’energia - noto anche come frenata rigenerativa - è l’accumulo dell'energia cinetica rilasciata durante la fase di frenata, che viene immagazzinata per un uso successivo. I conducenti di vetture elettriche come la e-Golf possono determinare l’“intensità” del recupero dell’energia frenante. La decelerazione massima consente un alto livello di recupero, mentre quella minima uno evidentemente inferiore. Naturalmente sulle lunghe distanze l'effetto è minore rispetto a quello del traffico urbano, dove il numero di frenate è inferiore. Più il processo di frenata è fluido, maggiore è la percentuale di energia frenante rigenerata.

R come Recupero dell’energia

S come Stato Solido

La tecnologia delle celle batteria allo stato solido è considerata l’approccio più promettente per un’ulteriore evoluzione dell’e-mobility. Con una batteria allo stato solido, per esempio, l’autonomia di una e-Golf1 passerebbe dagli attuali 231 (WLTP) a circa 750 chilometri. Rispetto alle batterie impiegate oggi, questa tecnologia offre una densità energetica ancora più elevata, più sicurezza, migliori capacità di ricarica rapida e minori ingombri. Con le stesse dimensioni di un pacco batteria attuale, una batteria allo stato solido consentirebbe autonomie pari a quelle dei veicoli alimentati con propulsori tradizionali. Nel 2019 il Gruppo Volkswagen ha fondato una joint venture con QuantumScape Corporation - una start-up della Stanford University - per promuovere la ricerca, la produzione e la commercializzazione di batterie allo stato solido.

S come Stato Solido

T come TTW (Tank-to-Wheel)

Il termine Tank-to-Wheel (TTW) si riferisce a una parte della catena energetica di un veicolo, quella che va dal momento in cui l’energia viene assorbita (punto di ricarica / pompa del carburante) al momento in cui viene rilasciata (la marcia): TTW descrive quindi l'utilizzo del carburante o dell’energia e le relative emissioni durante la guida. Il termine Well-to-Tank (WTT) è invece riferito alla fase dell'approvvigionamento - dalla produzione della fonte di energia (benzina, Diesel, elettricità, metano) al rifornimento (e comprende quindi il trasporto fino al punto di ricarica o alla pompa del carburante). Nell’era dell’e-mobility e della decarbonizzazione si adotta sempre più un approccio olistico che considera l'intero ciclo energetico e tutte le emissioni di gas serra legate a una fonte di alimentazione, generate attraverso la produzione, la fornitura e l'effettivo utilizzo. Il termine corretto per definire l’intero processo è Well-to-Wheel (WTW) e include quindi Well-to-Tank (WTT) e Tank-to-Wheel (TTW).

T come TTW (Tank-to-Wheel)

U come Urbanizzazione

Entro il 2030 oltre il 65% della popolazione mondiale vivrà in zone ad alta densità urbana e l’impatto più significativo ricadrà sull’ambiente. Per questo il Gruppo Volkswagen sta portando avanti una strategia specifica per la mobilità urbana, che considera vari aspetti: nuovi prodotti, un nuovo concetto di mezzo di trasporto e una nuova idea di mobilità, sempre più in condivisione. Tutto, rigorosamente, a zero emissioni. Car sharing, quindi, ma non solo: sono infatti attivi diversi progetti legati alla micromobilità, i cosiddetti spostamenti dell’ultimo miglio. Ci sta lavorando in particolare il brand SEAT, con l’obiettivo di ottimizzare i flussi di traffico e ridurre la densità veicolare, a tutto vantaggio della vivibilità delle città.

U come Urbanizzazione

V come V2G (Vehicle-to-Grid)

I sistemi che utilizzano le batterie dei veicoli elettrici come “riserve energetiche” per l'intera rete elettrica sono chiamati Vehicle-to-Grid (V2G). Se necessario, l'energia proveniente dalle auto elettriche può essere reimmessa nella rete. L'e-mobility può così contribuire a incrementare la quota di rinnovabili nel mix energetico. Ciò richiede l’impiego di caricatori bidirezionali, in grado di immettere nuovamente elettricità nella rete. Inoltre, le perdite di conversione nella trasformazione da corrente continua (DC, batteria) a corrente alternata (AC, rete) dovrebbero essere minimizzate in anticipo.

V come V2G (Vehicle-to-Grid)

W come Wall box

Una wall box è una stazione di ricarica compatta da fissare al muro, che può essere utilizzata con una maggiore capacità di ricarica (11-22 kW), risultando così decisamente più pratica rispetto alle tradizionali prese domestiche. 

W come Wall box

Z come ZEV (Zero Emission Vehicle)

Uno Zero Emission Vehicle (ZEV) è un'auto elettrica che non emette CO2 nel ciclo Tank-to-Wheel (TTW), in presenza di una rete di ricarica interamente alimentata da energia rinnovabile. I veicoli a zero emissioni sono il requisito fondamentale per una completa decarbonizzazione, che include anche la produzione.

Z come ZEV (Zero Emission Vehicle)

Consumi

1Volkswagen e-Golf - consumo di energia in kWh/100 km: combinato 12,7; emissioni di CO2 in g/km: combinato 0. Classe di efficienza: A+.

2 Veicolo non ancora in vendita