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Il supercomputer MareNostrum4 a servizio dell’aerodinamica

18.6.2019
Il supercomputer MareNostrum4 a servizio dell’aerodinamica

Migliorare l’aerodinamica per ridurre consumi ed emissioni e aumentare la sicurezza: per fare questo SEAT usa il computer più potente di tutta la Spagna.

Quarantamila PC che lavorano tutti insieme e nello stesso momento: è questa la capacità del supercomputer MareNostrum4, che si trova al Barcellona Supercomputing Center, in una vecchia cappella sconsacrata nel Campus Nord del Politecnico dell'Università di Catalogna.

È il più potente in tutta la Spagna e il settimo in Europa e, grazie a questa capacità di calcolo, può supportare i più svariati tipi di simulazione, dal funzionamento del cuore ai cambiamenti climatici.

Nel caso di SEAT, i suoi 165.888 micro-processori vengono utilizzati per migliorare le auto.

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L'importanza dell'aerodinamica

"Nel mio campo studio la camera di combustione dei motori jet per aerei e simulo il comportamento della turbina. Quando lavoro per SEAT mi concentro sugli effetti che la forma dei passaruota ha sull'aerodinamica dell'auto”, spiega Oriol Lehmkuhl, ricercatore specializzato in modelli numerici e fisici.

Migliorare il coefficiente di resistenza aerodinamica dell'auto, cioè quanto questa riesca a fendere l'aria, vuol dire avere veicoli più efficienti, più confortevoli e con minori emissioni. I punti chiave dell’analisi sono il frontale, il posteriore, il sottoscocca, gli pneumatici e le ruote. Fino a oggi venivano usati modelli in clay - una creta particolare – combinando simulazioni e test reali nella galleria del vento.

Simulare il vento

"Le gallerie del vento sono costose e i modelli in clay si deteriorano in fretta" racconta l'ingegnere María García-Navas, che lavora nella divisione Sviluppo e Aerodinamica di SEAT; "inoltre con il supercomputer possiamo analizzare più parametri e osservare il comportamento dell'aria all'interno dei cerchi. L'obiettivo è quello di ridurre sempre di più il gap tra simulazione e realtà" aggiunge García-Navas.

Oltretutto, il tempo necessario per ottenere dei risultati scende da alcuni mesi a qualche ora: "Abbiamo convertito la forma della ruota in una griglia e ogni punto viene analizzato separatamente. Farlo individualmente, alla vecchia maniera, richiederebbe mesi".

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Il futuro in petaflop

Poter utilizzare la potenza di calcolo di 13.7 petaflops (unità di misura delle prestazione dei computer) apre potenzialità enormi nel campo dell’aerodinamica. "In futuro ci piacerebbe poter simulare tutto allo stesso tempo: i flussi dell'aria, la struttura dell'auto, la combustione e perfino l'ergonomia dell'abitacolo. Oggi ancora non è possibile, ma tra quindici anni lo sarà grazie a computer mille volte più potenti" prevede il Dr. Lehmkuhl.

Il BSC è candidato a ospitare il MareNostrum 5, che aumenterebbe la capacità dell'attuale di venti volte.

Fonte: Volkswagen AG

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