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Smart Mobility Report 2021: il punto sulla mobilità elettrica

15.11.2021
Smart Mobility Report 2021: il punto sulla mobilità elettrica

L'Osservatorio Smart Mobility del Politecnico di Milano fotografa la situazione della mobilità elettrica a livello globale attraverso il proprio report annuale: dalle vendite alla ricarica, ecco come si presenta il panorama del trasporto a zero emissioni, in Italia e in Europa.

Qual è lo stato attuale della mobilità elettrica in Italia e in Europa? Quante auto a batteria circolano, quante ne vengono vendute e qual è la situazione delle stazioni di ricarica?

Questi e altri temi fondamentali relativi alla mobilità a zero emissioni vengono analizzati nello Smart Mobility Report, realizzato da Energy & Strategy, un team multi-disciplinare della School of Management del Politecnico di Milano. L'Osservatorio è nato nel 2017 proprio per monitorare il mercato della mobilità elettrica, condivisa e autonoma e le sue prospettive.

BEV e PHEV: la situazione europea

Nel 2020 sono stati immatricolati 3,2 milioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in in tutto il mondo, pari al 4,2% di tutti i veicoli immatricolati (auto + commerciali leggeri) con un tasso di crescita del 43% rispetto all'anno precedente. Così il parco circolante globale ha superato i 10 milioni di veicoli.

In Europa, invece, nel 2020 sono state immatricolati 1,36 milioni di auto elettriche e ibride plug-in: la Germania è il primo mercato - rappresenta quasi un terzo delle vendite totali - seguito da Francia, Regno Unito, Norvegia, Svezia e Olanda. Dati che, per la prima volta negli ultimi cinque anni, pongono l'Europa come mercato di riferimento, davanti alla Cina, che ha registrato 1,3 milioni di unità.

Il mercato delle elettriche e ibride plug-in in Italia

L'Italia si piazza al settimo posto nella top ten europea, grazie alle quasi 60.000 auto elettriche e ibride plug-in immatricolate nel 2020, con una crescita del 251% rispetto al 2019; di queste, oltre la metà sono full electric. Così il parco circolante italiano ha raggiunto quasi le 100.000 unità (BEV+PHEV), grazie alla spinta degli incentivi, a un'offerta di modelli sempre più ampia e allo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica pubblica.

Tuttavia, la distribuzione sul territorio italiano non è omogenea: il 67% del totale si concentra nelle regioni del nord. La crescita delle immatricolazioni, invece, è trainata dai segmenti più piccoli che valgono l'80% del totale.

La rete di ricarica pubblica...

Alla fine del 2020 in tutta Europa erano attivi più di 285.000 punti di ricarica pubblici, con una crescita del 35% rispetto all'anno precedente. Di questi l'87% sono punti di ricarica standard in AC, mentre il 13% corrisponde a punti di ricarica rapida (fast charge) in DC; il dato incoraggiante è la maggior crescita di questi ultimi (+57% rispetto all’anno precedente), contro il +32% dei primi.

Quanto all'Italia, a luglio 2021 si stimavano circa 21.500 punti di ricarica ad accesso pubblico, un incremento di quasi il 34% rispetto all’anno precedente, ma con una dislocazione poco omogenea che accresce il divario tra Nord e Sud: di questi, oltre il 90% sono punti di ricarica standard in AC e il 9% a ricarica rapida in DC, a cui si aggiunge uno 0,6% di punti HPC (High Power Charging), altrimenti detti ultra fast.

A luglio 2021 Ionity ha installato in Italia 65 punti di ricarica HPC con potenza fino a 350 kW in 16 stazioni di ricarica distinte, che si trovano in parte in autostrada oppure in prossimità, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di ricarica in tempi ridottissimi nella Penisola.

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...e quella privata

Alla fine del 2020, la stima dei punti di ricarica privata a livello globale includeva oltre 9,5 milioni di dispositivi, tra wallbox e colonnine, di cui il 74% domestici e la restante parte aziendali, a conferma del trend che vede la grande maggioranza (7 su 10) degli utenti di auto elettriche dotarsi di un punto di ricarica ad accesso privato.

Per quanto riguarda l’Italia, nello stesso periodo si stimavano oltre 24.000 punti di ricarica privati - più che triplicati rispetto al 2019. La maggioranza delle installazioni di punti di ricarica privati, cioè il 65%, è riferita al settore residenziale.

...e quella privata

Europa poco omogenea sulla mobilità elettrica

In Europa la mobilità elettrica si sviluppa in maniera disomogenea. Norvegia e Olanda primeggiano per diffusione sia di auto elettriche che di colonnine: in Norvegia, in particolare, ce ne sono rispettivamente 350 e 8.000 ogni 100.000 abitanti. Spagna, Italia e Portogallo, invece, si fermano a circa 20 punti di ricarica pubblici e a 200-600 auto elettriche per ogni 100.000 abitanti.

Il futuro prossimo delle colonnine di ricarica

L’analisi dell’Osservatorio Smart Mobility affronta anche il tema tecnologico legato alle stazioni di ricarica, con proiezioni interessanti: nei prossimi 5 anni nelle colonnine verrà introdotta la tecnologia per modulare la potenza di ricarica, che consentirà di rifornire più auto contemporaneamente e più velocemente, e quella per pagare con carta di credito o di debito, semplificando le operazioni.

Ampliando gli orizzonti, si stima che entro i prossimi 10 anni verranno implementati i sistemi vehicle-to-grid, quelli di smart charging e quelli per l'accumulo dell'energia proveniente da fonti rinnovabili, per ridurre l’impatto della ricarica sulla rete elettrica e permettere l’installazione di punti anche in zone in cui la rete è più debole.

Se si passa all’innovazione pura, le previsioni per il prossimo decennio includono la diffusione di punti di ricarica mobile, cioè van dotati di batteria oppure robot autonomi in grado di spostarsi in contesti definiti, come per esempio i parcheggi.

Chi compra le auto elettriche in Italia?

Per quanto riguarda la visione e l’esperienza degli utenti, dall’analisi emerge che chi acquista un'auto elettrica tiene conto principalmente del suo impatto ambientale, poi dei minori costi di gestione lungo l’intero ciclo di vita e della possibilità di installare un punto di ricarica privato. La maggioranza di coloro che hanno acquistato un'auto elettrica in Italia ha beneficiato degli incentivi, nella gran parte dei casi rottamando un'auto più vecchia di 10 anni.

Per gli utenti la principale barriera all'acquisto continua a essere l'elevato costo dei veicoli elettrici, seguita dalle considerazioni sull'autonomia e sulla non capillarità dell'infrastruttura di ricarica. Oltre il 70% dei proprietari di un veicolo elettrico ha un punto di ricarica domestico, mentre il 21% ne può usare uno aziendale.

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Dove si ricaricano le auto elettriche?

Solo il 7% di chi usa un'auto elettrica si affida unicamente all’infrastruttura di ricarica pubblica, mentre l'83% ne fruisce comunque con una certa regolarità. I punti di ricarica ad accesso pubblico più utilizzati sono quelli disponibili nei centri commerciali, seguiti da quelli che si trovano sulle strade urbane e poi nei parcheggi pubblici.

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Flotte aziendali e “desiderata”

L’Osservatorio Smart Mobility ha esplorato anche l’ambito delle flotte aziendali: nel campione analizzato, le auto elettriche (BEV) sfiorano il 10% di rappresentanza. Principalmente vengono scelte per ridurre le emissioni della flotta, mentre le maggiori barriere che ne ostacolano l’adozione sono l'autonomia e il necessario cambio di abitudini e mentalità.

Per il futuro, in generale i proprietari di veicoli elettrici auspicano una maggiore diffusione delle infrastrutture di ricarica, in particolar modo lungo le autostrade, ma anche in ambito urbano, presso parcheggi e punti di interesse. Dall’analisi emerge come la ricarica “ultra fast” potrebbe rappresentare un forte stimolo alla diffusione delle auto elettriche: la maggior parte degli utenti la percepisce come il punto di svolta per consentire anche lunghi viaggi in elettrico.

FonteOsservatorio “Smart Mobility Report”

VGI | U.O. Responsabile: VP | Data di creazione: data dell’articolo | Classe 9.1

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