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SEAT testa la guida autonoma con il progetto pilota DIANA

10.1.2022
SEAT testa la guida autonoma con il progetto pilota DIANA

DIANA è un progetto pilota realizzato in collaborazione con il Centro Tecnologico Automobilistico della Galizia (CTAG), che utilizza un prototipo basato su SEAT Leon per testare in modo approfondito la guida autonoma di livello 3.

SEAT S.A. sperimenta le potenzialità della guida autonoma per una mobilità urbana intelligente insieme al Centro Tecnologico Automobilistico della Galizia (CTAG) con il progetto pilota DIANA: un nome non casuale, ispirato alla dea della caccia, sempre raffigurata con il suo arco e le frecce - che in questo caso puntano al futuro della mobilità.

Il progetto DIANA si inserisce anche nella piattaforma SEAT S.A. Innova che promuove l'innovazione continua in tutte le aree dell'azienda, favorendo nuove modalità di lavoro basate sulla co-creazione e sul modello start-up. Lo scopo del progetto è testare in maniera approfondita le funzioni di guida autonoma da cui derivare i Sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS, Advanced Driving Assistance Systems).

Una Leon molto speciale

La SEAT Leon utilizzata per i test è dotata di 5 sensori lidar, 5 radar, 6 telecamere, 12 sensori a ultrasuoni e 8 computer che le permettono di avere una visione a 360°, generando una grande quantità di dati situazionali che vengono elaborati in pochi millisecondi e inviati a un modulo di localizzazione.

In questo modo l'auto sa sempre dove si trova e quali ostacoli ci sono intorno a lei. Di conseguenza è in grado di decidere dove dirigersi e gestisce autonomamente il volante, l'acceleratore, i freni e il cambio” spiega Oriol Mas, ingegnere del reparto Ricerca e Sviluppo di SEAT S.A.

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Tre modalità di guida autonoma

All'interno del prototipo DIANA, il conducente lascia i comandi al veicolo, ma è comunque pronto a riprendere il controllo se necessario. DIANA assolve tre funzioni: la prima è Autonomous Chauffeur e gestisce l'auto nelle situazioni di traffico a bassa velocità, facendo arrestare e ripartire l'auto; la seconda è l'Automated Valet Parking (AVP), ovvero il parcheggio senza conducente; la terza è definita Summoning e permette all'utente di farsi prelevare nella posizione in cui si trova e farsi accompagnare a un'altra destinazione.

Finora i test sono stati condotti all'interno dello stabilimento SEAT S.A. di Martorell ma anche, più di recente, su un circuito urbano chiuso e controllato.

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Mappe HD per la localizzazione

L'utente può chiamare l'auto via app: il veicolo si avvia automaticamente e si mette in marcia, spostandosi nella corsia appropriata. “Grazie alle mappe in alta definizione, la localizzazione è precisa al centimetro e l'auto sa sempre di essere nella corsia giusta” aggiunge Mas. Poi, quando l'auto si ferma per far salire l'utente, le porte si sbloccano automaticamente e gli indicatori segnalano che il veicolo è fermo. “Una volta che l'utente è a bordo e ha chiuso la porta, questa si riblocca, l'auto dà un segnale di partenza e si avvia”.

Se sulla strada si trova un ostacolo, oppure un pedone, la Leon del progetto DIANA lo rileva rapidamente e frena. Infine, dopo aver lasciato l'utente a destinazione, l'auto cerca un posto libero e parcheggia da sola.

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Sfide da affrontare

Il team di ingegneri di SEAT S.A. ha dovuto affrontare diverse sfide durante lo sviluppo di un progetto pilota così impegnativo. “Oltre alle restrizioni dovute al Covid-19, ci siamo confrontati con la parte relativa ai permessi di circolazione, con l'integrazione di sensori di diverso tipo, con i sistemi di controllo del veicolo, con la convalida degli algoritmi e altro ancora. È stata una bella sfida e abbiamo ancora molto lavoro da fare, ma siamo sulla strada giusta” afferma con orgoglio Rubén Pérez, ingegnere del reparto Ricerca e Sviluppo di SEAT S.A., che poi sottolinea come tutto lo sviluppo sia stato assolutamente trasversale tra i reparti.

Guida autonoma di livello 3

Attualmente DIANA opera al livello 3 della guida autonoma, in una scala di definizione dei livelli di automazione che va da 0 a 5. “È importante continuare a sviluppare e testare questa tecnologia per garantirne la totale sicurezza; man mano che i livelli di guida autonoma salgono, aiutano a ridurre gli incidenti e il traffico” conclude Mas.

Nel prossimo futuro la guida autonoma permetterà di offrire nuovi servizi di mobilità intelligente, riducendo il traffico nelle grandi città e nelle aree urbane complicate dal punto di vista della mobilità.

6 livelli di automazione della guida

I sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) sono classificati in sei categorie in base al livello di autonomia del veicolo:

- 0: Nessuna automazione, il conducente controlla tutte le funzioni del veicolo.

- 1: L'auto dispone di alcune funzioni di assistenza, come lane assist o cruise control, ma sta al guidatore decidere se utilizzarle o meno.

- 2: Il conducente mantiene il controllo della guida, ma il sistema può regolare lo sterzo e la velocità sotto la supervisione del conducente.

- 3: Il sistema controlla tutti gli aspetti dinamici della guida (sterzo, velocità e ambiente) in modo indipendente, senza che il conducente debba intervenire. Tuttavia, il conducente deve essere preparato a intervenire in caso di necessità.

- 4: Il veicolo è in grado di svolgere le funzioni in modo autonomo in ogni circostanza, così il conducente può concentrarsi su compiti secondari senza preoccuparsi che l'auto restituisca il controllo.

- 5: Automazione completa, il conducente diventa un occupante del veicolo e il sistema non richiede alcun intervento umano, in tutte le situazioni e circostanze.

FonteSEAT S.A.

VGI | U.O. Responsabile: VP | Data di creazione: data dell’articolo | Classe 9.1

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