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Maree e rifiuti organici, il futuro delle fonti rinnovabili

12.9.2019
Maree e rifiuti organici, il futuro delle fonti rinnovabili

Una mobilità elettrica sostenibile passa dall'utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili. Scopriamo che cosa riserva il futuro in questo settore.

Il mare è una fonte di energia rinnovabile inestimabile.

Sfruttare tutta la forza generata dall’emisfero acqueo (mari e oceani), infatti, vorrebbe dire trovare fonti sostenibili per la produzione di energia elettrica attraverso l’uso di risorse come correnti marine, moto ondoso e maree.  

Energia delle maree spiegata in breve

L’energia mareomotrice viene ricavata dallo spostamento dell’acqua che le maree causano, ovvero l’alzarsi e l’abbassarsi del livello del mare. Sfruttate già in tempi passati nei mulini a marea, questo tipo di energia può essere utilizzata per svariate funzioni:

- Sollevamento di pesi contrapposti alla forza di gravità

- La compressione dell’aria in opportuni cassoni per il movimento di turbine

- Movimento di ruote a pale, proprio come nel caso dei mulini

- Riempimento di bacini e successivo svuotamento attraverso l’uso di turbine

Come applicarla al settore automotive?

Zero emissioni allo scarico: è una delle caratteristiche principali delle auto elettriche, ma non è sufficiente. Per contribuire concretamente alla tutela del clima, il requisito fondamentale è che anche per produrle e alimentarle si utilizzi energia prodotta da fonti rinnovabili. Anche per questo la ricerca energetica sta studiando nuove risorse che si aggiungano all'acqua, al sole e al vento. Le previsioni degli analisti, infatti, sostengono che la diffusione della mobilità elettrica porterà a una rapida fluttuazione della domanda di energia, soprattutto nei Paesi in cui si fa più uso di rinnovabili.

Così diventa sempre più importante trovare una soluzione per stoccare su larga scala l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e per poterla reimmettere nel sistema quando i cambiamenti meteorologici ne diminuiscono la produzione. Attualmente questo compito è demandato principalmente agli impianti nucleari, ma la Commissione Europea intende spostare il mix energetico dell'Europa in favore di energie rinnovabili fino all'80%, lasciando solo il 20% alle centrali atomiche.

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Energia mareomotrice: il record della Svezia

Il Paese che produce più energia da fonti rinnovabili è la Svezia, che copre il 54,5% del suo consumo totale con questo tipo di energia. Gli svedesi puntano sempre più sulle centrali eoliche, prendendo esempio della Danimarca, la nazione europea in cui l’eolico rappresenta la quota maggiore sul totale dell’energia prodotta. Al secondo e al terzo posto di questa speciale classifica ci sono Irlanda e Portogallo, seguite dalla Germania.

Le maree cinesi

La Cina sta sperimentando l'energia mareomotrice, ovvero quella ricavata dagli spostamenti d'acqua provocati dalle maree. E lo fa in una maniera che, simbolicamente, riprende la storia del Paese: sta infatti considerando la costruzione di un grande impianto idroelettrico, una sorta di muraglia subacquea lunga 30 km dotata di turbine. I calcoli preliminari stimano che dai flussi di acqua marina si potrebbe produrre quasi la stessa quantità di energia generata da tre reattori nucleari.

L'utilità dei batteri nell’energia delle maree

Nel Regno Unito, all'Università di Bath, è in corso una ricerca che studia la capacità di alcuni batteri di convertire sostanze organiche come l'urina umana o animale in energia elettrica. Le celle sviluppate utilizzando questo principio si chiamano MFC - microbial fuel cells, letteralmente “pile a combustibile microbiologiche” - e possono essere impiegate come mini centrali elettriche collegate alle toilette domestiche, grazie al costo contenuto e alle dimensioni ridotte, per produrre energia per le abitazioni, inclusa quella per ricaricare l'auto.

FonteŠKODA Auto