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L'importanza di chiamarsi litio (nell'era dell‘e-mobility)

30.4.2019
L'importanza di chiamarsi litio (nell'era dell‘e-mobility)

Il litio è senza dubbio l’elemento chiave per le batterie delle auto elettriche. Ma perché è tanto prezioso? Come si estrae? E come si lavora? Ve lo spieghiamo.

Nel prossimo futuro il litio sarà una delle materie prime più ricercate sulla Terra. Secondo le previsioni, la domanda a livello mondiale raddoppierà (e oltre) entro il 2023 – e sarà legata in gran parte alla produzione di batterie per le vetture elettriche. Assicurarsi la fornitura di questo elemento per coprire il fabbisogno è fondamentale e proprio in quest’ottica il Gruppo Volkswagen ha firmato un memorandum d’intesa con l’azienda cinese Ganfeng Lithium Co., Ltd. per l’approvvigionamento nel lungo termine, su base decennale.

Il litio e i suoi “fratelli”

Semplificando, per produrre celle batteria destinate alle auto elettriche sono necessarie cinque materie prime: la grafite, utilizzata nell’anodo; nichel, cobalto e manganese, che trovano invece impiego nel catodo insieme, appunto, al litio – presente anche nell’elettrolita.

Al momento, il litio è considerato un portatore di carica ineguagliabile e insostituibile, dato che nessun altro elemento offre caratteristiche analoghe e adatte allo scopo.

Per altri elementi lo scenario è invece differente: la percentuale di cobalto, per esempio, sarà ridotta dall’attuale 12-14% (percentuale in peso nel catodo) al 5% nei prossimi tre-cinque anni; il Gruppo Volkswagen sta inoltre lavorando su un ulteriore sviluppo di batterie senza cobalto.

Estrazione, lavorazione, recupero

Il litio è un metallo alcalino e si trova in diversi Paesi. L’estrazione dai laghi salati – soprattutto in Cile, Argentina e Bolivia – è ritenuta più complessa, dal momento che il processo di evaporazione può essere ampiamente influenzato da fattori come pioggia, neve e contaminanti naturali, e l’impatto sull’ambiente può rivelarsi potenzialmente problematico. Per contro, l’estrazione dai giacimenti minerari è più percorribile: più stabile, più facile da espandere su larga scala e in generale più sostenibile. E, inoltre, il litio estratto in questo modo risulta più adatto per le batterie di prossima generazione. Il Paese leader in questo settore è l’Australia, che si contraddistingue per il sistema politico stabile, l’elevata trasparenza e gli ambiziosi standard ambientali - tramite Ganfeng, il Gruppo Volkswagen riceverà litio proveniente da numerosi siti australiani.

L’impegno del Gruppo è anche orientato alla produzione di litio nel Vecchio Continente - nell’Europa Centrale e Meridionale si trovano depositi notevoli, per esempio. Prima che il litio arrivi alla cella sono necessarie diverse fasi produttive: inizialmente la materia prima è estratta dalla roccia, poi viene trasformata mediante processi chimici per produrre litio concentrato e idrossido di litio; successivamente è trattata con cobalto, manganese e nichel per dar vita a un ossido misto, quindi il litio viene applicato su un foglio di alluminio, inserito sotto forma di foglio avvolto nell’alloggiamento della cella e miscelato con gli elettroliti. L’obiettivo è implementare in Europa il maggior numero possibile dei passaggi necessari per l’effettivo impiego di questo elemento nelle batterie.

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L’ultimo elemento - in ordine temporale ma certamente non per importanza - della “lithium strategy” del Gruppo è il riciclo: oggi è ancora difficile recuperare il litio sfruttando gli attuali processi, e per questo Volkswagen sta lavorando a un proprio metodo. La ricerca è focalizzata anche, e da molto tempo, su come sia possibile riutilizzare sempre più materiali attraverso il riciclo delle batterie. Entro la fine del 2019 a Salzgitter sarà operativa una struttura dedicata, che svilupperà processi innovativi – anche se le prime quantità considerevoli di batterie da riciclare saranno disponibili intorno al 2030.

Una catena del valore sostenibile

Sviluppare standard e strumenti comuni per ridurre al minimo l’impatto ecologico e affermarli in tutto il mondo: con questo obiettivo, il Gruppo Volkswagen ha aderito a programmi di sostenibilità come l'iniziativa Responsible Minerals e la Global Battery Alliance del World Economic Forum. Le misure intraprese nell’ambito dei vari progetti sono supportate anche dalle specifiche regolamentazioni e dai controlli della società stessa lungo l’intera catena del valore: verifiche facilitate dalla maggiore trasparenza che deriva dall'approvvigionamento diretto dei materiali.

Fonte: Volkswagen AG