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I test per i motori elettrici SEAT: efficienti anche in condizioni estreme

23.8.2021
I test per i motori elettrici SEAT: efficienti anche in condizioni estreme

Freddo alpino, caldo desertico e altitudini da scalatori: le vetture elettriche e ibride SEAT vengono messe alla prova nelle condizioni più estreme per garantirne l'efficienza. Tutto questo senza uscire dal Centro Tecnico di Martorell, grazie alle apposite camere climatiche.

I motori elettrici e ibridi SEAT devono garantire la massima efficienza di funzionamento in tutte le condizioni di utilizzo. Per questo vengono testati in situazioni estreme in uno dei centri prova più all'avanguardia di tutta Europa.

Qui vengono simulate condizioni meteo mutevoli: si va dalla cima del Monte Bianco al deserto del Sahara passando per l'Antartide, ma senza spostarsi più di qualche metro. Uno scenario reso possibile dalle camere climatiche del Centro Tecnico di Martorell, dove si può passare dal caldo più estremo a temperature che gelano l'acqua in pochi millisecondi.

Sciogliere il ghiaccio

Per testare il motore della SEAT Leon e-HYBRID, l'ingegner Vicente Sancho, specialista del Powertrain Development CenterSEAT, indossa una giacca termica, delle scarpe da trekking, un paio di guanti e un cappello di lana. Non c'è da stupirsi visto che deve entrare in una stanza dove la temperatura raggiunge i -40° C. "Vogliamo vedere quanto tempo impiega un motore elettrico o ibrido a sbrinare un parabrezza completamente ghiacciato", racconta.

L'auto è rimasta nella camera per 10 ore per raffreddarsi totalmente, a quel punto è stata spruzzata l'acqua che si è trasformata in ghiaccio. Una volta accesso il climatizzatore, in soli 20 minuti tutto il ghiaccio sul parabrezza si scioglie. Ovviamente, prima di concludere questo test specifico, i tecnici del Powertrain Development Center verificano che tutti i componenti dell'auto funzionino perfettamente a quella temperatura.

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Resistere al caldo

Nella stanza accanto lo scenario è completamente diverso: ci sono pannelli luminosi che scaldano come il sole del deserto e ventilatori giganti che muovo l'aria calda, finché nella camera non si raggiungono i 60° C. Naturalmente anche qui serve un cambio di vestiti, ma soprattutto occorre proteggere gli occhi con appositi occhiali di sicurezza.

"Con questo tipo di test verifichiamo la resistenza di tutti i componenti al caldo estremo. Del resto non è necessario trovarsi in mezzo al deserto perché un'auto venga sottoposta a temperature superiori a 50° C. Ma è importante anche la resistenza ai raggi ultravioletti, per garantire la qualità della vernice e di altri elementi” aggiunge Sancho.

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Affrontare le altezze

Oltre al freddo e al caldo, anche l'altitudine è una situazione probante. "Magari molti clienti non supereranno i 5.000 metri di altezza con le loro SEAT, ma in paesi come il Messico, dove il brand ha una forte presenza, è inevitabile che succeda" riprende Sancho.

Per guidare le vetture all'interno delle camere che simulano queste quote di altitudine, i membri del team devono sottoporsi a un controllo medico speciale e comunque non possono superare i 3.000 metri sul livello del mare. Quando è necessario effettuare test a quote più elevate entra in gioco la tecnologia e un robot prende il posto degli ingegneri. Il robot è comandato da un simulatore che si trova fuori dalla stanza e così può guidare l'auto sulla cima del Monte Bianco senza intoppi, ovviamente senza lasciare Martorell.

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Banchi prova multienergia

Nel Powertrain Development Center SEAT di Martorell si trovano nove banchi prova multienergetici, che consentono di testare qualsiasi tipo di motore, dalla fase di sviluppo a quella di omologazione. Sono operativi 24 ore al giorno e qui si effettuano più di 14.000 test ogni anno, con particolare attenzione all'elettrificazione.

"Le nuove strutture e la grande capacità tecnica dei team ci permettono di calibrare i nuovi motori elettrici e ibridi per garantire prestazioni ottimali" conclude Werner Tietz, Vicepresidente SEAT per Ricerca e Sviluppo.

Fonte: SEAT S.A.

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