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La rete di ricarica: come dare energia alla mobilità elettrica

25.3.2019
La rete di ricarica: come dare energia alla mobilità elettrica

Le infrastrutture di ricarica sono fondamentali per lo sviluppo di una mobilità elettrica senza limitazioni: ma qual è la situazione in Europa e in Italia?

Uno dei principali argomenti di discussione per quanto riguarda la mobilità elettrica è quello relativo alle infrastrutture. La capillarità della rete di stazioni pubbliche - in questa categoria rientrano anche quelle presenti in strutture commerciali - per la ricarica ha infatti un ruolo fondamentale per la diffusione dell’elettrico, per (almeno) due motivi: la presenza di un numero adeguato di colonnine può consentire di utilizzare i veicoli tranquillamente anche al di fuori dei tragitti di routine e fornire un'alternativa a chi non possiede un garage in cui installare una Wall Box o non ha accesso a uno spazio condominiale di ricarica.

Attualmente in Europa ci sono circa 144.000 punti di ricarica pubblica, un numero che comprende tutte le tipologie di colonnine, dalle più lente alle più veloci. Tuttavia, il 75% di questi punti è concentrato in quattro nazioni: Paesi Bassi (26%), Germania (19%), Francia (17%) e Regno Unito (13%). I restanti Paesi che fanno parte dell'Unione Europea hanno un numero molto ridotto di stazioni di ricarica, che varia da alcune decine a qualche migliaio, come nel nostro caso.

L'Italia è poco omogenea

In questa classifica l'Italia si trova all'ottavo posto con poco più di 3.500 colonnine, preceduta da Spagna, Svezia e Austria. I punti di ricarica italiani non sono però distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio. A parte le concentrazioni nelle aree di Milano, Firenze e Roma, il resto della Penisola presenta scenari piuttosto altalenanti, influenzati dalle disposizioni delle amministrazioni locali e dalla presenza di aziende più o meno attive nel settore.

In generale, tra Nord (48%) e Centro (40%) si concentra l’88% dei punti di ricarica attualmente disponibili in Italia. Il reddito medio di ogni regione sembra essere invece meno influente, perché se è vero che Emilia-Romagna e Toscana ospitano molti punti di ricarica pubblici in rapporto al territorio, è altrettanto vero che nel Nord Est se ne contano molti di meno. 

L'Italia è poco omogenea

L'impegno delle aziende

Nell’ottica di un’espansione unitaria dell’infrastruttura è stato stilato un piano di sviluppo nazionale, noto come PNIRE (Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati ad energia Elettrica), che dovrebbe garantire la presenza di una rete adeguata al fabbisogno delle varie realtà territoriali.

Attualmente le due aziende maggiormente impegnate in Italia nell'installazione e gestione delle stazioni di ricarica pubbliche sono Enel e A2A, a cui si aggiungono una serie di imprese che operano in maniera più ridotta in contesti locali, come Alperia in Alto Adige, Hera a Modena e Imola o Silfi a Firenze.

Dal punto di vista pratico, ogni colonnina ha le proprie caratteristiche: non differiscono infatti solo per la portata, a cui è strettamente legato il tempo di ricarica, ma anche per il metodo di pagamento richiesto. Esistono abbonamenti che danno accesso a tariffe flat, indipendenti dal consumo, e viceversa esistono piani che prevedono la tariffazione a kWh. In quest’ultimo caso ogni gestore ha creato la propria app con un metodo di pagamento collegato.

L'impegno delle aziende

Consorzi e partnership

Tra i progetti più strutturati nel nostro Paese c’è EVA+, iniziativa coordinata da Enel che coinvolge diversi partner automobilistici, tra cui il Gruppo Volkswagen, e co-finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito di “Connecting Europe Facility”. Prevede l’installazione entro il 2020 di 200 colonnine di ricarica veloce (ognuna con la possibilità di ricaricare due auto contemporaneamente), di cui 180 in Italia e 20 in Austria, lungo le tratte extraurbane. Attualmente sono state completate le 20 stazioni in Austria e 110 in Italia, ma le installazioni proseguono costantemente.

Nel 2019, inoltre, è stata attivata in Toscana la prima delle venti stazioni Ionity previste per l'Italia, che hanno una capacità di ricarica fino a 350 kW. Audi ed Enel X, infine, hanno attivato Ready for e-tron”, un pacchetto di servizi gratuiti dedicato a chi acquista una Audi e-tron: include il sopralluogo domestico, la consulenza per l'aumento della potenza elettrica dell'impianto di casa, la predisposizione del sistema di ricarica e l'accesso, mediante l'app e la card Enel X Recharge, alla rete pubblica Enel X.

Fonti: European Alternative Fuels Observatory; MOTUS-E; Energy & Strategy Group

Consorzi e partnership