Stay up to date

Dal caldo del deserto al freddo alpino: i test per le ŠKODA elettriche

7.12.2020
Dal caldo del deserto al freddo alpino: i test per le ŠKODA elettriche

Per mettere alla prova i modelli elettrici, ŠKODA utilizza una camera climatica in cui è possibile testare qualunque scenario e simulare in 25 giorni l'usura di 4 anni. Scopriamo come funziona.

Dal caldo del deserto al gelo delle montagne più alte: ambienti estremi per mettere a punto le auto elettriche ŠKODA, per far sì che possano dare il meglio in tutte le condizioni. L'attenzione alla qualità è massima sin dalle fasi di sviluppo, durante le quali ŠKODA utilizza una camera climatica speciale che, in soli 25 giorni, simula ciò che accade quando un'auto elettrica trascorre quattro anni nelle condizioni climatiche dell'Europa Centrale. Grazie a questo tipo di test e ai dati raccolti si può capire come si comportano i singoli componenti e i materiali della vettura durante tutto il periodo e se si verifica qualche degrado, incluso quello visivo.

"All’interno del Gruppo Volkswagen solo Audi e ŠKODA possiedono una camera climatica di test per le auto elettriche. Quella di Audi si trova in Cina, la nostra è un po' più moderna e ha più sistemi di sicurezza" spiega Petr Sobotka, Responsabile per Tecnologia dei materiali e Misurazioni speciali.

La camera climatica

La costruzione della camera climatica ha richiesto poco più di un anno. La struttura è perfettamente isolata e dotata di un set di 28 emettitori di luce ad alogenuri metallici che hanno una potenza di 2,5 o 4 kW. Sono dispositivi speciali, in grado di emettere una luce il cui spettro si avvicina moltissimo a quello della luce solare reale, ma dalla durata piuttosto breve: devono essere infatti sostituiti ogni tre test.

Accanto alla camera climatica si trova una sala macchine dotata di un sistema particolare di condizionamento dell'aria e un software che ne controlla l'alimentazione. In questo modo si possono riprodurre varie condizioni di temperatura, umidità e luce solare.

{

Condizioni estreme

Possiamo simulare un clima desertico o una notte gelida in montagna. Durante un singolo test passiamo da una giornata calda dell'Arizona, con una temperatura dell'aria di 42° C all'ombra e un'intensità della luce solare fino a 1.000 W/mq, a un clima in stile Florida con umidità estrema, fino a una notte alpina quando la colonnina di mercurio scende a -10° C" spiega Dalibor Kopáč, Coordinatore dei test nella camera climatica.

Tutto il processo è gestito da una sala di controllo separata dalla camera da un muro spesso. A breve, inoltre, i tecnici potranno supervisionare i test utilizzando i propri smartphone.

{

L'attenzione alla sicurezza

Considerando che durante i test alcune parti dell'auto possono riscaldarsi fino a raggiungere i 110° C, l'attenzione alla sicurezza è fondamentale. Per questo nella stanza ci sono moltissimi sensori che tengono sotto controllo la temperatura.

Le termocamere che si trovano all'esterno della stanza monitorano le vetture che i tecnici stanno preparando per i test o che ne hanno appena completato uno. La camera stessa, infine, è dotata di un sistema di sicurezza che interrompe un test non appena si verifica anche solo una piccola anomalia.

{

La procedura dei test

Per i primi quindici giorni di test viene simulato un clima caldo e secco, come quello del deserto dell'Arizona. Ogni 24 ore si susseguono due cicli diurni, che simulano una giornata in cui l'auto è esposta a luce solare intensa fino a 1.000 W/mq, una temperatura ambiente di 42° C e un'umidità inferiore al 30%, e due cicli che simulano le condizioni notturne, con una temperatura di 10° C. Alla fine di ogni giornata si effettua una sessione di manutenzione della durata di un'ora a 23° C, durante cui gli specialisti possono entrare nella camera per verificare le condizioni del veicolo, delle luci e dei sensori.

Negli ultimi dieci giorni di test viene invece simulato un clima umido come quello della Florida. Durante il ciclo diurno la temperatura viene portata di nuovo fino a 42° C, ma questa volta l'umidità sale a oltre il 60%. Poi, da questa temperatura la camera viene raffreddata, passando alle condizioni di una notte alpina a -10° C.

FonteŠKODA