“L’industria automobilistica non è vista sotto la giusta luce”

15.10.2018
“L’industria automobilistica non è vista sotto la giusta luce”

Herbert Diess, CEO del Gruppo Volkswagen, ha criticato la gestione delle politiche UE sugli standard di CO2 e sull’energia derivante dal carbone e ha messo in guardia da facili accuse in materia di protezione del clima. Di seguito alcuni passaggi dell’intervista rilasciata al quotidiano tedesco “Süddeutsche Zeitung”.

Herbert Diess, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Volkswagen, ha criticato gli standard di CO2 fissati per il 2030, ulteriormente inaspriti dai ministri dell’ambiente UE, definendoli una drastica misura che mette a rischio la posizione dei Costruttori automobilistici tedeschi nello scenario competitivo globale. Secondo Diess, il taglio appena concordato del 35% delle emissioni delle automobili rappresenta “una dolorosa rivoluzione piuttosto che una transizione gestibile”. Per ridurre le emissioni di CO2 della flotta del 30% entro il 2030, circa un terzo delle auto commercializzate dovrebbe essere puramente elettrico, ha spiegato. “Se il settore dei trasporti dovesse arrivare a una riduzione del 40%, allora nel 2030 più della metà dei mezzi dovrebbe essere puramente elettrica. La trasformazione a questa velocità e con le implicazioni del caso è a malapena gestibile, perché così facendo entro 10 anni circa un quarto dei posti di lavoro nei nostri stabilimenti - un totale di circa 100.000 - scomparirebbe”.

Diess si è rivolto ai politici chiedendo di riflettere bene sulle condizioni per un’industria automobilistica europea adatta al futuro. “Un’industria come la nostra si può distruggere molto più velocemente di quanto molti vogliano credere. Basti pensare a quella italiana o a quella britannica: praticamente non esistono più, e anche Detroit vantava un’industria fiorente che permetteva un livello di benessere elevato. Gli Stati Uniti e la Cina vedono l’opportunità di indebolire la nostra posizione dominante sull’auto del futuro e stanno facendo dei buoni progressi. Vedo la possibilità di mantenere la nostra leadership al 50:50”.

Allo stesso tempo Diess ha fatto riferimento alle politiche sull’energia derivante dal carbone. “Si stanno investendo miliardi nell’elettrificazione della flotta, perché pensiamo sia la strada giusta. E poi si sviluppa il metodo di generazione di energia di gran lunga più dannoso per l’ambiente: il carbone fossile […]. Una grande centrale elettrica a carbone fossile emette tanta CO2 quanto nove milioni di vetture Diesel”. Diess ha dichiarato di trovare “totalmente incomprensibile come le persone oggi possano solo pensare ad ampliare una zona estrattiva di carbone fossile”, esprimendo vicinanza ai manifestanti nella foresta di Hambach. “Non ha alcun senso portare sulle strade vetture elettriche se allo stesso tempo traiamo l’elettricità necessaria ad alimentarle dal carbone fossile. In quel caso circoleremmo utilizzando carbone invece che petrolio e produrremmo più CO2 di quanto facciamo oggi”.

A questo riguardo, Diess ha anche sottolineato il ruolo chiave dei moderni motori Diesel per la protezione del clima. “In termini di bilancio di CO2, nell’immediato futuro le vetture elettriche non riusciranno a tenere il passo con i Diesel sulle lunghe distanze in Germania. Perché la verità è che non si sta andando verso l’elettrico, ma verso il carbone. E ciò per il mix energetico. Producendo una batteria con energia generata dal carbone, vengono già emesse cinque tonnellate di CO2. E se oltre a questo si circola utilizzando elettricità derivante dal carbone, allora la mobilità elettrica diventa davvero un’assurdità”.

Riferendosi ai divieti alla circolazione per i veicoli Diesel datati, Diess ha messo in guardia da un eccessivo allarmismo. “Non c’è assolutamente alcuna ragione per queste restrizioni. L’inquinamento da ossido di azoto si è stato ridotto del 70% dal 1990, anche se il traffico è aumentato del 50%. Solo nell’ultimo anno, la situazione è migliorata del 12% anche in città particolarmente inquinate come Stoccarda. Ciò significa che in prospettiva il problema nelle città è stato risolto dal rinnovamento del parco circolante. I motori Diesel migliorano da una generazione all’altra”.

In questo contesto, Diess ha ricordato i diversi sforzi e le varie offerte dei Costruttori. “L’anno scorso abbiamo comprato e rottamato più di 210.000 veicoli equipaggiati con motori Diesel Euro4 o precedenti, che sono stati rimpiazzati da vetture nuove e pulite”. Il CEO ha promosso l’aggiornamento del software offerto da Volkswagen, che porta una riduzione immediata dell’ossido di azoto fra il 25 e il 30%, e a un costo molto contenuto: “100 Euro invece dei 3.000 per l’aggiornamento hardware”.

Al contrario, questo costoso aggiornamento – della durata di dieci ore – per l’installazione dei nuovi convertitori catalitici SCR potrebbe addirittura finire per essere controproducente, ha affermato Diess. Ha citato un recente studio del centro di ricerca Jülich che ha dimostrato che i catalizzatori ad accumulo lavorano meglio a freddo, mentre i più recenti convertitori catalitici SCR hanno bisogno di una temperatura di 250 gradi. “Perciò non lavorano al meglio nelle percorrenze in città, dove la temperatura del motore resta troppo bassa”. Allo stesso tempo, per i Clienti che desiderano cambiare la propria auto, Diess ha annunciato “offerte molto attraenti. Per esempio, sostituendo la propria Passat usata Euro4 di 10 anni con una usata più recente e a benzina. Il calcolo sarebbe questo: un valore residuo di circa 6.000 Euro, più 4.000 Euro di contributo e un finanziamento ragionevole per la nuova vettura, se necessario”.

Diess ha criticato l’opinione pubblica, definendola condizionata da malintesi dettati dalle emozioni e da accuse infondate. “Agli occhi della gente c’è un colpevole per gli ossidi di azoto: le auto e l’industria automobilistica. […] Ciò è conveniente, perché nessuno si chiede se le comunità stesse stiano facendo abbastanza per migliorare la qualità dell’aria per le persone. Per contro, Volkswagen sta investendo più di 34 miliardi di Euro in elettrificazione e altre tecnologie” ha sottolineato Diess. “Dopo Tesla, siamo l’Azienda di mobilità che si sta impegnando di più per l’e-mobility. Perciò penso che l’industria automobilistica non sia vista sotto la giusta luce, nemmeno dai politici”.

In maniera autocritica, Diess ha anche ammesso che il settore ha reagito troppo tardi al problema dell’inquinamento dell’aria nelle città. “Avremmo dovuto renderci conto prima che, anche se i valori di ossido di azoto stavano diminuendo, non lo stavano facendo abbastanza velocemente”. Ciò nonostante, gli obiettivi sono stati raggiunti già oggi in ampia misura. “Anche in molte delle aree critiche raggiungeremo i target in pochi anni, ciò significa che ci saranno ritardi soltanto in alcune città. Non è positivo, ma non si tratta di un problema sostanziale, perché è chiaro che li raggiungeremo”.

Fonte: Volkswagen AG