Robot con sensori ottici per il controllo qualità 4.0

13.6.2018
Robot con sensori ottici per il controllo qualità 4.0

Audi è un brand premium sotto tutti i punti di vista: non solo per i suoi prodotti e servizi, ma anche per come sta ottimizzando i processi interni all’azienda grazie alla digitalizzazione. Come nel caso del reparto che si occupa del controllo qualità.

La qualità è una delle competenze chiave per Audi: lo dimostrano giorno dopo giorno i 2.800 collaboratori del Centro Controllo Qualità (Quality Assurance). Gli strumenti digitali e virtuali facilitano la transizione dalla pura analisi dei componenti a una visione di sistema più ampia. Audi si sta evolvendo in un'azienda digitale premium – affrontando la più grande trasformazione della sua storia – anche per quanto riguarda i processi e le metodologie adottate in questo settore specifico. Il limite fra componenti fisici e record di dati digitali diventa sempre più fluido – per il meisterbock (ovvero il calibro di controllo, una scocca che funge da punto di riferimento per le misurazioni) degli esterni come per quello degli interni.

L'evoluzione del metodo di lavoro

Se in passato la qualità poteva essere verificata solo mediante un controllo manuale delle superfici, oggi nella cella di misurazione fotometrica i robot svolgono i passaggi necessari con sensori ottici ad altissima precisione. I record di dati così ottenuti possono essere confrontati con quelli di altri componenti con la semplice pressione di un pulsante. I progressi della digitalizzazione offrono moltissime possibilità in termini di tecnologie di misurazione e, negli ultimi anni, hanno portato il lavoro di verifica degli standard qualitativi in una nuova dimensione. Le celle di misurazione ottica rappresentano la base tecnologica per molti dei nuovi processi “figli” dell’evoluzione in ambito digital, perché consentono un'analisi automatizzata e obiettiva della superficie metallica e degli altri componenti esterni.

La misurazione ottica di precisione

Il nuovo arrivato della famiglia di dispositivi per il meisterbock, una cella di misurazione fotometrica delle dimensioni di un garage doppio, rappresenta un importante passo in avanti sulla strada del controllo qualità virtuale. Due robot con cinematica a otto assi e sensori ottici ad alta risoluzione (16 megapixel) rilevano contemporaneamente la geometria e le superfici di una carrozzeria. Il tempo occorrente per la digitalizzazione totalmente automatizzata di una carrozzeria completa si riduce così da 48 ad appena quattro ore. Uno dei vantaggi delle tecniche di misurazione ottiche rispetto a quelle tattili consiste nel fatto che, con le prime, la misurazione avviene senza contatto con il materiale. Risulta quindi possibile misurare con precisione anche materiali morbidi, come per esempio guarnizioni e sedili. Inoltre vengono misurati non solo singoli punti, ma l’intera superficie. I dati ottenuti mediante una cella di misurazione fotometrica sono una base importante per le successive fasi di lavoro.

Congiungimento virtuale

Nel controllo qualità, il congiungimento di tutti i dati CAD presenti avviene in una fase molto precoce del processo di sviluppo del prodotto. In questo modo è possibile confrontare e misurare i componenti quando sono solo virtuali.  Ma si possono anche raffrontare virtualmente due pezzi uguali per migliorarne la qualità, se necessario. Un esempio perfetto è lo sportellino del serbatoio della Audi RS 4 Avant. Già nella prima fase di sviluppo, quando il componente esiste solo come record di dati CAD, viene congiunto virtualmente ai dati di misurazione digitali dello sportellino fisico già presente, per valutare la soluzione migliore.

Fonte: Encounter - AUDI AG