Un contest tra modellini hi-tech per sviluppare la guida autonoma

22.11.2018
Un contest tra modellini hi-tech per sviluppare la guida autonoma

L’Audi Autonomous Driving Cup, giunta alla quarta edizione, dimostra come si possa fare ricerca e sperimentare in modo innovativo sul tema della guida autonoma.

La guida autonoma è indubbiamente uno dei temi chiave del prossimo futuro, e Audi intende essere in prima linea anche in questo campo. La ricerca e la sperimentazione non si svolgono soltanto negli uffici dove lavorano gli specialisti o nelle apposite aree di test, ma prendono anche altre strade - per esempio l’Audi Autonomous Driving Cup: un contest rivolto agli studenti universitari, nato con l’obiettivo di stimolare la creatività e indirizzarla concretamente.  I partecipanti sono invitati a sviluppare funzioni di guida completamente automatiche, comprese le architetture software sottostanti, e a mostrarne la loro efficacia utilizzando modellini di Audi Q2 in scala (1:8). I team si sfidano su un circuito in cui le mini-auto a guida autonoma sono chiamate a evitare ostacoli, ad affrontare in maniera corretta incroci trafficati, a riconoscere la segnaletica stradale e a mantenere un’adeguata distanza dal veicolo che precede.

I sensori dialogano col computer

Il coefficiente di difficoltà aumenta a ogni edizione, sulla base dell’avanzamento dello sviluppo tecnologico. E, proprio come le Audi di serie, anche i modellini protagonisti della Audi Autonomous Driving Cup diventano sempre più “intelligenti”. L’intelligenza artificiale, attraverso algoritmi di apprendimento automatico, aiuta a risolvere velocemente anche le situazioni di traffico più difficili, utilizzando dispositivi come telecamere frontali, retrocamere, scanner laser e sensori a ultrasuoni. Tutti i dati che provengono da questi strumenti sono aggregati per ricostruire l'ambiente circostante nel modo più accurato possibile. Inoltre, una piattaforma inerziale a nove assi registra tutti i movimenti della vettura e li invia in tempo reale al computer di bordo, che lavora con un processore quad-core e un software chiamato “Automotive Data and Time Triggered Framework”, abbreviato in ADTF. Il veicolo “legge” dati cartografici ottimizzati, messi a punto dall’azienda HERE e, grazie alla presenza di marcatori visivi lungo il percorso, può continuamente ricalibrare la posizione calcolata.

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Una gara in tre step

L’Audi Autonomous Driving Cup, ospitata all'Audi Forum di Ingolstadt, ha coinvolto dieci università tecniche di quattro Paesi: Austria, Gran Bretagna, Germania e Italia. A tutti i team partecipanti sono stati forniti due modellini e il software di base. La competizione si è svolta in tre fasi: dopo la prova in circuito, è stata la volta della presentazione scientifica delle soluzioni tecniche adottate. Il momento finale, l’open challenge, ha esaltato la creatività degli studenti: le Audi Q2 in miniatura hanno dovuto eseguire un compito a scelta, nel modo più originale possibile, ponendo un’enfasi particolare sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI). I vincitori – il team AlpaKa, del Centro di Ricerca IT dell’Università di Karlsruhe - hanno primeggiato in tutti gli step e si sono aggiudicati un premio di 10.000 euro. La tecnologia sviluppata per l’open challenge è una soluzione di comunicazione car-to-car per gestire le situazioni poco chiare come una frenata di emergenza. In questo caso il software informa la centrale di gestione e gli altri veicoli circostanti, per avvisarli in tempo reale.

FonteVolkswagen AG

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